Ogni anno migliaia di persone decidono di iniziare o completare l’università mentre lavorano. Le università telematiche hanno reso la cosa molto più accessibile, ma la vera difficoltà resta una: trovare un metodo che regga nel tempo, tra turni, famiglia e scadenze. Ecco da dove partire.
1. Scegli il corso partendo dall’obiettivo
Prima di guardare le materie, chiediti a cosa ti serve la laurea: un avanzamento nel lavoro attuale, un concorso pubblico, un cambio di settore. Ogni obiettivo può richiedere una specifica classe di laurea: se punti a un concorso, verifica nel bando quali titoli sono ammessi prima di iscriverti.
Considera anche l’esperienza che hai già: in alcuni casi competenze professionali certificate o esami di carriere precedenti possono essere valutati dall’ateneo. Ne parliamo nella guida sul riconoscimento dei CFU.
2. Parti dal tempo che hai davvero
L’errore più comune è pianificare sulla base del tempo che si vorrebbe avere. Prendi una settimana tipo e segna le ore realmente libere: sono quelle a decidere il ritmo, non il contrario.
- Blocchi brevi e fissi (per esempio 45–60 minuti, sempre alla stessa ora) funzionano meglio di lunghe sessioni occasionali.
- Un esame alla volta, o al massimo due in parallelo, riduce la dispersione.
- Il fine settimana è utile per ripassi ed esercitazioni, non per recuperare tutto quello che è rimasto indietro.
3. Costruisci un calendario degli appelli
Le telematiche offrono in genere più appelli durante l’anno. Scegli in anticipo a quali puntare e lavora a ritroso: data dell’esame, settimane di ripasso, settimane di studio. Segna anche le scadenze di prenotazione: perdere un appello per una data dimenticata è più frequente di quanto si pensi.
4. Conosci i tuoi diritti di lavoratore studente
Lo Statuto dei lavoratori (legge 300/1970, art. 10) prevede per i lavoratori studenti iscritti a corsi regolari il diritto a turni che agevolino la frequenza e la preparazione degli esami e a permessi giornalieri retribuiti per sostenere le prove d’esame. Molti contratti collettivi prevedono inoltre permessi per il diritto allo studio, spesso chiamati «150 ore».
Condizioni e documenti richiesti cambiano da contratto a contratto: verifica il tuo CCNL e chiedi all’ufficio del personale come presentare la domanda.
5. Misura i progressi, non solo i voti
Ogni due o tre settimane fermati a controllare: sei in linea con il piano? Cosa ha funzionato e cosa no? Aggiustare presto è molto meglio che accorgersi a ridosso dell’appello di essere indietro.
6. Non restare da solo
Chi studia a distanza rischia di perdere motivazione proprio perché manca il confronto. Un riferimento esterno che aiuti a pianificare, a preparare gli esami e a tenere il ritmo può fare la differenza tra un percorso che si trascina e uno che arriva alla laurea. È esattamente il lavoro del tutoraggio iMexal.
